Pillole di comunicazione per genitori

[…Il piccolo principe si trovava nella regione degli asteroidi…. Il primo asteroide era abitato da un re… Era un monarca assoluto. Ma siccome era molto buono, dava ordini ragionevoli…

“Se ordinassi a un generale di volare da un fiore all’altro come una farfalla, o di scrivere una tragedia, o di trasformarsi in un uccello marino; e se il generale non eseguisse l’ordine ricevuto, chi avrebbe torto, lui o io?”

“L’avreste voi”, disse con fermezza il piccolo principe.

“Esatto. Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare…”]

Antoine de Saint-Exupéry “Il Piccolo Principe”

Spesso quando comunichiamo con i figli, in modo particolare nell’età dell’adolescenza, il nostro agire non viene compreso e la risposta comportamentale dei ragazzi si trasforma in sfida.

Sfida verso quello che viene inteso come un’imposizione dall’alto, come una “sgridata” sterile. Ecco il significato del brano riportato… Soprattutto quando si comunica con i figli, o comunque con qualcuno inferiore a livello gerarchico, è importante che il nostro messaggio venga recepito nell’ottica del “ti voglio migliore perché sono sicuro che ce la puoi fare” e non come un’imposizione svalutante, della quale non venga compreso appieno il significato. La nostra richiesta deve apparire “ragionevole”…

Di queste ed altre “pillole di comunicazione” tratteremo negli incontri dedicati alla “comunicazione efficace”… Vi aspettiamo! 🙂

 

 

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Incontrarsi, spunti di riflessione

… Dal mio torrione non ho perso niente della scena. I due che passeggiano davanti al mio ciliegio, i nastri d’argento fra i capelli, il fango sulle scarpe proprio sulla scena del crimine.

Davanti a casa mia!

Avrei torto a privarmene, non trovate? Non vi pare che la loro storia sia di un’ovvietà banale? Un romanzo tra il bell’ispettore appena piovuto dal nulla e la maestra che aspetta il suo salvatore! Sono giovani, sono belli. Hanno il destino davanti, fra le loro mani.

Tutto a puntino.

Ancora qualche appuntamento… poi la carne farà il resto….”

M. Bussi – NINFEE NERE

A chi di voi è capitato che il destino facesse il suo gioco? Potete condividere le vostre esperienze scrivendo nei commenti! Grazie! 😉

 

Comunicare le emozioni

“Io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce….” A. Celentano

“Ho perso le parole eppure ce le avevo qua un attimo fa, dovevo dire cose, cose che sai, che ti dovevo che ti dovrei….” L. Ligabue

Le canzoni, le poesie, tutta la letteratura hanno da sempre cercato di dare voce alla difficoltà del comunicare i sentimenti e le emozioni.

Ma perché l’uomo ha avvertito questa paura? Perché si è sempre sentito giudicato e non all’altezza?

Riflettendo su queste domande ho pensato che la risposta sia da cercare nella cultura del pregiudizio e negli stereotipi di genere.

Esiste infatti una grande differenza nel modo di comunicare, legata appunto all’appartenenza al genere maschile o femminile.

Ai bambini maschi vene ancor’oggi spesso insegnato a non piangere di fronte alle difficoltà, a non esprimere le emozioni perché sono cose da “femminucce”.

Ebbene, sarebbe importante partire da queste riflessioni per cercare di comprendere l’altro da sé e il suo modo di comunicare, per poter vedere esattamente quello che ci vuole dire, ponendo così le basi per avere dei rapporti “autentici”

 

Corso sulla comunicazione efficace

Quando si comunica?

Sempre! Si comunica sempre, anche quando non crediamo di comunicare o quando non vogliamo, il nostro corpo, il nostro atteggiamento, tutto il nostro essere comunicherà qualcosa all’altro.

Ed è per questo motivo che assume importanza come comunicare in modo efficace, come essere sicuri che ciò che noi intendiamo comunicare venga recepito ed interpretato nel modo corretto dal nostro interlocutore. Questo vale sia nei rapporti di lavoro ma anche nel quotidiano, in tutti rapporti interpersonali sia amicali che affettivi.

A tal fine giunge in nostro aiuto la psicologia!

Saranno infatti attivati, dalle figure professionali di psicologo e formatore, tre  incontri teorico esperienziali finalizzati alla pratica della comunicazione efficace.

Gli incontri si terranno il giovedì sera c/o il Circolo “IL FOSSOLO” in viale Felsina n.52 a Bologna e partiranno dal giorno 24/01/2019 (24/01 – 31/01 – 07/02) al raggiungimento del  numero minimo di partecipanti.

Contributo a persona: 15.00 euro a incontro

Per Info e Prenotazioni: alessandra.negroni@tiscali.it

Quello che le mamme non dicono

Tra la via Emilia e il Savena

“Mentirei se dicessi che non ero felicissima quando mi sono accorta di essere in cinta di Grace. Mi piaceva avere la pancia, sentirla muoversi dentro di me”. […]

“Quando nacque fu un richiamo alla realtà. Avevo sognato di cullare la mia bambina per addormentarla, di calmarla col suono della mia voce. Invece dovetti affrontare notti insonni, nervosismo dovuto alla mancanza di riposo, pianti ininterrotti che non riuscivo a calmare in nessuna maniera. E poi anni di fatiche per insegnarle a mangiare, di capricci e bizze infinite, non mi rimaneva nemmeno il tempo per limarmi le unghie o truccarmi. James rimaneva in ufficio fino a tardi e, quando rientrava, non gli andava molto di occuparsi di Grace, se ne lavava le mani della sua educazione. Quello spettava a me, ventiquattr’ore al giorno, un mestiere sfibrante, privo di riconoscimenti, e lui alla fine non capiva perché non avevo avuto il tempo di…

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Capricci ??? Istruzioni per l’uso!

Tra la via Emilia e il Savena

“Ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo do?… “

Da sempre le ninne nanne cantate dalle mamme ai loro piccoli rappresentano lo specchio delle frustrazioni e delle fatiche legate al periodo di crescita del bambino ed alla conseguente necessità di evasione dalle responsabilità materne.

Quando si diventa genitori spesso ci si trova inermi davanti alle criticità: nessuno ci ha mai insegnato come essere una brava mamma e come affrontare positivamente le varie problematiche che si presentano di volta in volta…

Cerchiamo quindi di fare chiarezza su chi è un genitore: è un educatore capace di determinare dei cambiamenti sul piano comportamentale del bambino a seconda di come quest’ultimo si sente trattato.

Un educatore è quindi chi ha un ruolo gerarchico e d’insegnamento.

A questo punto possiamo fare un ulteriore passo avanti e cercare di analizzare chi è un “bravo” educatore e come si dovrà comportare di fronte agli…

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